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Correre con la neve. Si può. Si deve.

Alto Altovicentino.
Questa settimana ho corso i miei primi 16 Km con la neve.
E’ stata la prima volta nella mia vita.
Credevo fosse una follia e invece mi sbagliavo.
Il freddo è il miglior coach che io abbia mai avuto.
Mi è bastato indossare una maglia intima di pura lana, una maglia tecnica a maniche lunghe a collo alto, un K-way, dei guanti e una fascia tecnici, dei pantaloni tecnici da running, calzettoni, scarpe preferite e via!
Lanciarsi dal portone di casa è un po’ come fare un tuffo da uno scoglio alto :) ma dopo 15 minuti di corsa sentivo di essermi già riscaldata e dopo 25 il sudore era li, sulla fronte.
Il freddo è speciale. Mi stimola ad andare avanti e a non fermarmi mai.
A raggiungere la distanza prefissata e fermarmi soltanto giunta dentro il portone di casa.
Mi obbliga a guardar i passi per terra, per evitare il ghiaccio e a sentire meglio il mio respiro, perché nella neve regna un silenzio particolare, quasi magico.
E concentrarmi sul respiro, rapisce la mia mente e guida i miei passi. In un loop.
Insegna a perdere il controllo, a fidarsi ad ascoltare il cuore e a non guardare l’orologio. A fare quello che si fa, perchè piace e perchè senza si morirebbe; fermarsi, farebbe vincere l’inverno, darebbe il tempo al sudore di trasformarsi in ghiaccio, intorpidirmi e ammalarmi.
E capisci che è importante osare e non mollare.
E’ la cosa giusta.
Darà i suoi frutti.
La neve è una grande opportunità che posso sfruttare per raggiungere il mio sogno.
Che devo!
E’ un dono di questo insolito e freddo Natale.
Il peggiore di sempre :(